Consulenza

Luca Ruggero Jacovella - perito musicale, pianista, compositore, ricercatore


è iscritto dal 2000 all’ Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Tribunale Civile di Roma, ed iscritto al Registro per la Trasparenza della Comunità Europea al n. 057143611281-07.

Effettua perizie di parte (CTP) e d'ufficio (CTU) per dirimere casi di possibile plagio in musica.

Forte di una esperienza professionale quasi trentennale e di una multiforme preparazione accademica (vedi bio), per effettuare consulenze e perizie si avvale di un sapere interdisciplinare nutrito anche dai più recenti studi scientifici e musicologici nel campo della cd. "popular music".

 

 Articoli e interviste di Luca R. Jacovella sul diritto d’autore, il plagio, la creatività in musica, l’improvvisazione, ecc…:

  •       Intervista sul blog L'Espresso dell'Avv.Macaluso - "Somma arte, improvvisare": leggi...
  •       Dignità Culturare e di Diritto per gli autori di opere estemporanee (lettera aperta alla SIAE): leggi...
  •       Intervista sul caso Morricone-Subsonica: leggi...
  •           Intervista su Jazzit leggi..
  •         Introduzione del Diritto di Estemporizzazione” -  Una proposta di legge : leggi...
  •         “Opera e Composizione nel diritto d’autore, trova le differenze”- articolo su Concertainment.it: leggi...
  •         “La tutela della creatività in tempo reale” – Intervista di Ludovico Peroni a Luca R. Jacovella su RecensioniMusicali : leggi...
  •          “Pecore, musica e diritto d’autore” - Articolo su Concertainment.it: leggi...
  •         “Il riconoscimento del diritto d’autore sulle improvvisazioni creative” – Intervista di Fabio Ciminiera a Luca R. Jacovella su Jazzconvention : leggi...
  •          “Verso un riconoscimento del diritto d’autore sulle improvvisazioni creative” – Articolo su Concertainment.it : leggi...
  •         “Soundreef, oppure i miei diritti me li gestisco da solo?” – Intervista di Anna Maria Dalla Valle a Luca R. Jacovella su LaFlauta.it: leggi..
  •         “Siae abbassa le tariffe grazie ad una petizione” – Articolo riguardante l’attività di Luca R. Jacovella su Ziomusic.it: leggi...
  •        "La teoria del Concertainment” – Saggio di Luca R. Jacovella su concertainment.it


D: Chi è il Perito Musicale ?

R: Il Perito, o consulente, è un professionista iscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici (C.T.U.) di un Tribunale, avendo dimostrato una "speciale competenza" nel settore specifico oltre ad una "specchiata moralità".
Il C.T.U. viene chiamato in genere dal giudice per svolgere una perizia giurata riguardante un aspetto tecnico (musicale) decisivo ai fini di determinare un esito in una causa fra due parti in lite fra loro. In questo caso si parla di "Consulenza Tecnica d'Ufficio".
Viceversa, il Consulente può essere chiamato anche da un privato (o società) che desidera presentare una perizia giurata allo scopo di dimostrare ed avvalorare le proprie ragioni e le proprie pretese all'interno di una controversia, o in seguito alla nomina di un C.T.U., o comunque anche per supportare una istanza stragiudiziale. E'questa la "perizia di parte" o"Consulenza Tecnica di Parte - C.T.P".
 
D: In quali casi un privato o, ad esempio, una casa editrice, può richiedere una perizia giurata?

R: I casi forse più frequenti sono le lesioni del diritto d'autore, fra cui il cosiddetto "plagio". Quando cioè, si ritiene che un altro brano musicale, depositato alla SIAE (o in altra società estera) successivamente da un altro autore, sia uguale o molto simile, o che comunque contenga evidenti assonanze di elementi musicali con il proprio brano considerato originale ed antecedente (tipi: plagio usurpazione o totale; parziale; camuffato, ..).
E' utile citare un passo da "Contratti di diritto d'autore" di De Sanctis-Fabiani (pag.149 par.37): "L'utilizzazione, nell'opera, di brani, parti o intere opere altrui, senza consenso del titolare dei relativi diritti, si configura come contraffazione o come plagio. In questo secondo caso, l'abusiva utilizzazione del contenuto di un'opera altrui si accompagna ad una appropriazione della paternità intellettuale che si concreta nell'indicare il proprio nome come autore o, comunque, nel qualificarsi come autore dell'opera. L'utilizzazione abusiva di elementi creativi dell'opera altrui, con o senza appropriazione di paternità, può essere mascherata o camuffata".
In questo caso, il perito analizzerà i due brani in questione nelle loro versioni audibili (se possibile) e attraverso le partiture depositate in SIAE. Verranno presi in considerazione tutti i parametri del linguaggio musicale (melodia in primis, ma anche armonia, ritmo, arrangiamento, ecc..) per formulare una conclusione a sostegno dell'autore denunciante (se trattasi di "perizia di parte").
Sempre rimanendo nell'ambito del diritto morale d'autore, si possono verificare lesioni ed abusi da parte di chi disconosca la paternità intellettuale dell'opera tutelata. Sono da menzionare a proposito casi di deformazione, mutilazione, modificazione od ogni atto a danno dell'opera che possa essere di pregiudizio al suo onore e alla sua reputazione (come recita l'art. 20 della legge sul diritto d'autore-22/4/41 n.633).

I casi comunque, sono molteplici e vari; l'esperto potrà in ogni modo esprimersi solamente in merito all'aspetto tecnico-musicale della controversia, ed ovviamente non riguardo il diritto, per il quale è preposto l'avvocato.

D: Come avviene la consulenza?

R: Si può richiedere un semplice parere, o una perizia giurata.

Il parere da esperto: il cliente fornisce tutto il materiale necessario per una attenta analisi del caso; oppure prenota una visita in loco del perito (ad es. per audizione di artista sul posto di lavoro). Il parere verrà espresso anche in forma scritta, se richiesto.
Le competenze variano a seconda della complessità del caso, delle eventuali trasferte, rimborso spese sostenute, ecc..., e verranno concordate dietro richiesta del cliente. Il perito rilascerà ricevuta per quietanza.
 
La perizia giurata: riveste un significato diverso, in quanto il perito si assume tutte le responsabilità legali delle proprie affermazioni. Identiche modalità di inizio attività peritali. La perizia prevede la forma scritta.
Le competenze variano a seconda della complessità del caso, delle eventuali trasferte, rimborso spese sostenute, ecc..., e verranno concordate dietro richiesta del cliente.

SI EFFETTUANO CONSULENZE ANCHE PER HOTEL E AZIENDE VARIE IN MATERIA DI ENPALS, VERIFICA REGOLARITA' MODUS OPERANDI PER GESTIONE MUSICA DAL VIVO, SIAE, ecc...

RICHIEDI UNA PERIZIA MUSICALE O UNA CONSULENZA: info@lucajacovella.com

 


CONCERTAINMENT

Una prospettiva delle modalità performative. Di Luca Ruggero Jacovella

 

Concertainment è un modo di concepire e attuare la performance musicale in un luogo. E’ una forma di condotta di produzione e di fruizione di “opere” musicali.

Nasce dall’unione dei termini “concert” ed “entertainment”.  Il neologismo, adottato dal musicista Luca Ruggero Jacovella, vuole indicare perciò una modalità consapevole di proposta artistica “de-localizzata” e “ricontestestualizzata” rispetto ai luoghi abituali per l’una o per l’altra categoria tradizionale performativa.

Il concerto è, come risaputo, una prassi avente delle consolidate convenzioni sociali (pubblico che presta attenzione in silenzio ecc..) in un luogo solitamente deputato ad esso (teatro, auditorium, sala da concerto, castello, salotto, music club, ...), e con una relazione solitamente “gerarchica” fra l’artista, che può essere anche famoso e talvolta idolatrato , ed il suo pubblico che assiste più o meno passivamente all’evento (nella tradizione “eurocentrica”).

L’entertainment invece, senza entrare nella storia della musica e dei popoli, semplificando si può definire come momento accessorio, di complemento ludico od evasivo, di svago non impegnativo, ad un evento conviviale, o religioso, quindi sociale in generale. Tale modalità performativa si esplica tradizionalmente in luoghi dalle caratteristiche opposte a quelle del concerto: bassa attenzione,  ascolto distratto, rumori d’ambiente (“ambiente lo – fi”), pubblico definibile più come “clienti – avventori”, ecc. .. Tutto ciò ha portato inevitabilmente, nella nostra cultura occidentale, a considerare l’intrattenimento musicale (termine quindi che indica una diminutio rispetto al “concerto  musicale” eseguito nei luoghi deputati) una forma di spettacolo di minor pregio e minor prestigio artistico. I musicisti stessi quindi , anche se preparati o dotati, assumono nelle loro condotte una minor attenzione ai particolari artistici significanti: repertori di immediata comprensione e già “pre-digeriti” dagli spettatori, minor perizia tecnica, ed ovviamente una generica assenza di “messaggio narrativo”. Musica che procede per “mimesi” e non per “catarsi”, usando le categorie dell’estetica classica. Mimesi, o copia pedissequa (per lo più malfatta anziché pedissequa) di opere nate nel regno delle musiche “Audiotattili” (termine introdotto dal musicologo Vincenzo Caporaletti), ovvero i repertori jazz, pop, rock, ecc…

La separazione fra queste due tradizionali categorie performative (classificazioni  soggettive-oggettive) ha prodotto una dicotomia, una non esplicitata ma comune valutazione di merito, ed una diffusa decadenza dell’entertainment, fino ad arrivare anche a manifestazioni degradanti di pessima qualità, o di pessimo gusto.

Il “Concertainment” (CE) in musica si verifica quindi nel momento in cui l’artista opera una decisione ermeneutica, una intentio operandi che si esplica in un modus operandi: in un luogo non convenzionalmente deputato all’espressione più “alta”  delle forme artistiche, egli decide di “agire come se …”.                                                                                                                                                                                        Un esempio eclatante di “Concertainment” è stato l’esperimento del Washington Post nel 2007 col virtuoso del violino Joshua Bell, il quale ha suonato col suo Stradivari sotto la metropolitana.

E’ la compenetrazione fra i due modelli performativi tradizionali superando i limiti delle convenzioni che ognuna delle due porta con se. La performance CE  è “concerto” senza che il pubblico debba stare immobile, in rigoroso silenzio, e “privato della propria libertà” per le l’intera durata delle esecuzioni, ed è allo stesso tempo “entertainment” senza che il disturbo dell’ambiente procuri significativa alterazione negativa alla produzione artistica.

Tecnicamente è evidente che un diverso “riverbero” naturale dell’ambiente, che un diverso feedback sonoro dato da rumori di sottofondo o assorbimento di alcune frequenze, ed altri fattori, influiscono sulla percezione sonora dell’artista e quindi sulla performance stessa. Diversa sarà perciò la pressione manuale su uno strumento che produrrà diverse dinamiche (a parità di testo scritto, nel caso di musica classica), e l’interpretazione che ne deriverà.

Dal punto di vista del pubblico (o casuali spettatori), quindi dei “fruitori”, il vantaggio risiede (rispetto al tradizionale entertainment), oltre che nel percepire più o meno consapevolmente una maggiore “bellezza” (a seconda della propria sensibilità), anche nella “appropriazione” dell’opera creata in quel momento: essi non sono più soggetti passivi in una sala da concerto, ma hanno la possibilità di interagire con l’artista, e di essere parte integrante della performance stessa (ad esempio partecipando con battere di mani sul tempo, col loro muoversi nello spazio, con incitamenti, ecc.. ).

Per l’artista, decidere (quindi intenzionalmente) di operare in questa modalità, significa intervenire sulla percezione del pubblico, scrivere una nuova pagina nelle emozioni proprie ed altrui, e cambiare il tradizionale, e trito, rapporto fra produzione e fruizione. 

I gestori o amministratori di spazi tradizionalmente, o per abitudine, rivolti alla modalità dell’entertainment (hotel, bar, centri commerciali, piazze comunali, parchi, ecc..), pensando al “Concertainment” come iniziativa programmatica, operano una scelta, e diventano essi stessi “produttori” di arte.

Le  composizioni musicali costituenti il “corpus” dei repertori giunti fino a noi, sono in gran parte state scritte o pensate per un luogo. …    Entro limiti ragionevoli è però oggi possibile eseguire o reinterpretare musiche composte originariamente per un determinato luogo, in un altro. E’ anche possibile addirittura, tramite gli strumenti tecnologici a nostra disposizione,  avere musica in un “non-luogo” (le cuffie dell’ipod, ad esempio). Possiamo definire questo moltiplicatore infinito di luoghi nei quali portare la musica come “multitopìa”.

Un tipico esempio di CE è l’orchestra classica che suona in un parco pubblico la domenica mattina. L’intenzione e le modalità esecutive dei musicisti (punto di vista “emic”) sono le stesse del concerto in auditorium (salvo i cambiamenti acustici), ma il fruitore (punto di vista “etic”, dell’osservatore) è libero di passeggiare, avvicinarsi, assumere condotte inusuali rispetto agli spazi convenzionali; ed è libero di allontanarsi in ogni momento della performance stessa.

Il “flash mob” con musicisti è un altro nuovo esempio di CE.

Il “Concertainment”  identifica un terzo macro-modello performativo, attuabile in ogni spazio, laddove ci sia desiderio o volontà di rompere gli schemi abituali e di offrire la musica d’arte alla portata di tutti.

 

© 2012 by Luca R. Jacovella



 


 

DIDATTICA: CORSO - PIANOFORTE COME PROFESSIONE

  • Corsi e lezioni individuali mirate al professionismo e alla riqualificazione del pianista in ambito musicale moderno e dell' entertainment, tenute dal M° Luca Ruggero Jacovella.

    Particolarmente adatto ai pianisti classici che desiderano conoscere in breve tempo le basi fondamentali della musica jazz e pop per poter acquisire creatività armonica e improvvisativa.

    Consigliato per i pianisti e tastieristi già avviati alla professione, al fine di migliorare le proprie competenze approfondendo argomenti quali:
    tecnica razionale pianistica, armonia funzionale moderna, stilemi e tecniche jazzistiche, arrangiamenti creativi di standards ed evergreen.


APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE IMPROVVISAZIONI CREATIVE, RECEPIMENTO DEL DECRETO M.I.U.R. del 3 Luglio 2009.                                      (di Luca Ruggero Jacovella)

Clicca qui per accedere al testo integrale su change.org e poter firmare (Clicca...)

 


 

NEWS 2009: SIAE mod. 1026 per la dichiarazione degli incassi - ora anche in copia informale

Grazie all'interessamento del M° Luca R. Jacovella, il modello SIAE 1026, obbligatorio per la dichiarazione degli incassi di hotel, locali, club, ecc.., viene ora accettato dalle sedi anche in fotocopia (o scaricato da internet), e non più solamente in "originale" a pagamento. Un risultato del quale beneficeranno tutti gli esercenti con musica dal vivo.